biografia
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Alla fine del 1963, Pippo sente il bisogno di fare un bilancio. Dopo anni passati tra cabine di navi e camere d'albergo, il suo cuore è stanco di quella vita da nomade.
Lo spettacolo resta la sua essenza, la sua passione, ma la famiglia rimane sempre al primo posto.
Un giro di ruota del destino lo porta prima a Basilea, in Svizzera, dove finalmente potrà riunirsi con Tanina, la sua compagna di vita, e iniziare una nuova fase della sua vita. Indusserà la tuta blu in una fabbrica di orologi, lontano dalla frenesia delle tournée e più vicino alla serenità domestica.

Nel 1963, Pippo firma un contratto con la RCA Italiana, una delle etichette discografiche più prestigiose del tempo.
Sotto la direzione del maestro Dino Anastasi, incide sette brani, uno dei quali in duetto con Flavia Caminiti.
Nonostante gli impegni legati a un lavoro "normale", cantare rimane la sua grande passione. Con la stessa dedizione, continua a esibirsi con diverse formazioni come il gruppo folkloristico Sicilia Bedda, I Ribelli, i Luis Monaco, i Figli del Sud, i Made in Italy.

L'anno successivo Pippo partecipa a un concorso canoro promosso da una rinomata catena di grandi magazzini.
Con la sua straordinaria interpretazione di 'O Sole Mio, vince il concorso, sbaragliando la concorrenza e guadagnandosi il riconoscimento che gli apre le porte della Radio della Svizzera Italiana.
A Lugano, canta con l'Orchestra Radiosa, diretta dal maestro Mario Robbiani, e negli studi radiofonici inizia a registrare e interpretare numerosi standard della canzone italiana e iberica.
Brani come Mattino, Il tuo Mondo, Ojos de España e El Reloj diventano la colonna sonora di quella stagione musicale, che lo vede confermarsi come uno dei volti più apprezzati della scena musicale dell'epoca.

Nel corso degli anni, Pippo si lega professionalmente a musicisti di talento, con i quali condividerà il palco per centinaia di concerti nell'arco di quasi 30 anni.
Tra questi, Pino Ragusa (fisarmonica), Pino Zito (tastiere), i fratelli Antonio e Aurelio Marchetta (organo e basso), Salvatore Paciulli e Angelo Di Martino (batteria), Guglielmo Di Francesco (sax), Giovanni Corbella (tromba), e Angelo Ambrosi (chitarra).
Insieme a questi artisti e professionisti, tra cui i manager Sebastiano De Filippo e Leo Criscione, dà vita a una lunga stagione di musica che attraversa i decenni sui palchi di tutta Europa.

Negli anni Settanta, mentre i successi italiani di artisti come Al Bano, Nicola Di Bari, Peppino Di Capri, Little Tony e tanti altri faticano ad arrivare alle orecchie degli italiani emigrati in Europa, Pippo diventa un punto di riferimento. Le canzoni di quel periodo per molti italiani sono quelle sentite al mare, d'estate, durante le poche settimane di ferie. E scandiscono il tempo trascorso lontano da casa.
Pippo si esibisce soprattutto per loro, diventando, di fatto, un ambasciatore della cultura italiana.
Con la sua voce calda e appassionata, porta un frammento della musica popolare italiana nelle comunità di emigrati, regalando loro momenti di nostalgia, ma anche di orgoglio per le proprie radici.
Le sue esibizioni non sono semplici concerti: diventano veri e propri ponti culturali che uniscono generazioni diverse e conservano le tradizioni italiane lontano da casa.
